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Luca Zampetti, nato a Camerino nel 1966, vive e lavora a Tolentino.

Dopo gli studi classici consegue la laurea in giurisprudenza, ma segue il cammino dell’arte, intrapreso già in giovanissima età. Artista autodidatta, nel 1981 inizia sperimentando suggestioni formali di varia matrice: cubismo analitico, espressionismo, influenze pop. Segue un periodo definito neometafisico, le cui opere, tutte di ampie dimensioni, hanno come protagonisti, degli interni caratterizzati dalla totale assenza dell’elemento umano, raccontato attraverso i luoghi in cui vive e gli oggetti di cui si circonda.

Successivamente, nel 1995, la sua ricerca si sposta verso un espressionismo di matrice esistenziale, in cui la figura umana ricompare come protagonista unica o centrale dell’opera, anche se attraverso inquadrature che escludono totalmente lo sguardo ed altre parti del corpo. Nelle opere dell’ultimo periodo che inizia nel 2000, i personaggi tornano ad essere ritratti in modo totale ed inseriti in scorci metropolitani, attraverso inquadrature di taglio cinematografico con singolari dissolvenze di fondo, grazie alle quali il clima delle vie metropolitane è riproposto con singolare realismo ed efficacia evocativa; anche i fondi realizzati ad encausto contribuiscono ad individuare la cromia portante delle opere.

Personalità artisticamente ed umanamente poliedrica e complessa, sperimenta linguaggi disparati come la scultura, la grafica e, primariamente, l’incisione calcografica. Poeta realista e metropolitano, nel 1998 pubblica la sua prima raccolta di liriche dal titolo Taccuino di un artista con la coscienza sporca. La critica lo ha da subito inserito tra gli esponenti della Nuova Figurazione Italiana e la sua attività, iniziata nel 1987, annovera oltre un centinaio di mostre personali e collettive in gallerie private, spazi pubblici e musei italiani ed esteri, nonché prestigiosi premi tra cui si ricorda la Targa d’argento al Premio Arte Mondadori nel 1994, la finale del Premio Cairo Communication nel 2003, quella del Premio Fabbri per l’Arte nel 2007, e quella del Combat Prize 2010. Nel 2005 è stato invitato dal Museo di Arte Contemporanea Italiana in America, San José, Costa Rica, alla 51Esima Edizione della Biennale di Venezia.

Nel 2009 ha realizzato le illustrazioni per il libro di Roberto Donati “Sergio Leone – L’America, la nostalgia, il mito” edito in occasione dei venti anni dalla morte del celebre regista italiano e presentato alla 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2010 la cartella “Dell’Amicizia – Matteo Ricci”, contenente una sua calcografia è stata acquisita dalla Collezione dell’Albertina di Vienna. Nel 2011 è stato invitato ad esporre nel Padiglione Nazionale della Repubblica della Costa Rica alla 54Esima Biennale di Arti Visive di Venezia e, da Vittorio Sgarbi, nel Padiglione Italia per la Regione Marche nell’ambito del progetto curatoriale per la 54Esima Biennale di Arti Visive di Venezia.

Nel 2012 il Governo della Repubblica di Costa Rica ha acquisito l’opera dal titolo “Mira, asòmbrate, ilumìnate”, già esposta alla 54Esima Biennale di Arti Visive di Venezia.

 

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