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Icone - di Erika Saggiorato

Hanno il volto del mito i personaggi raffigurati nei ritratti di Luca Zampetti, per la serie Icone. Personaggi conosciuti che vengono racchiusi in un gesto o in uno sguardo e da cui l’artista cerca di estrapolare l’anima, quella vera.....

In realtà dietro al volto di Gassman o a quello di Penelope Cruz si nasconde l’uomo o la donna comune a cui per un giorno viene prestato un cappotto celebre e che per immedesimazione diventa per l’appunto un’icona pop. Lo sguardo sensuale o la traccia malinconica nei vestiti, negli occhi e nella posa stanca di Valentine sono incarnati dalla traccia pittorica di Zampetti che però decontestualizza i suoi soggetti, non rendendoli più volti cinematografici, ma corpi e volti carpiti e intrappolati nel paesaggio metropolitano e nel flash della macchina fotografica. Con tele ad olio ed encausto o a grafite ed encausto totalmente in bianco e nero o su sfondo colorato, con macchie di colore che ricordano la pittura di Andy Warhol, gli eroi si trasformano in antieroi per un giorno o forse per un solo attimo, quello carpito dal pennello e dalla matita dell’autore marchigiano. In Icone, e più in generale nell’opera artistica di Zampetti, pittura e cinema si intersecano dando al più comune dei volti una caratteristica cinematografica, una profondità che solo un film e una storia sul grande schermo possono donare. La donna è peccatrice, provocatrice, bella e sensuale e persino quando è intenta a compiere un gesto da nascondere come in “Doveva cancellare ogni traccia Marie-Louise” il suo sguardo non cerca la tela, ma la telecamera. Guarda dritto l’obiettivo, lo carpisce con l’atteggiamento colpevole, le labbra carnose. In questi piccoli e simbolici elementi si percepisce così tutto il devoto lavorio dell’artista, che cerca, senza giudicare, di rappresentare il concetto di Icona, espresso per ogni personaggio in modo differente. Alessandro Gassman è icona e simbolo di una forma d’arte tramandata, teatrale, che vuole rigenerarsi e nel ritratto che Luca Zampetti gli riserva la sua maschera artistica esprime proprio questo, una regalità e un fascino che metaforicamente trasmette a chi lo osserva. Sono tutti veri e propri miti, intenti però a fare altro, immersi nel corpo di una donna che prima di fare l’amore si regala un goccio di buon vino o di una star che si nasconde dietro grandi occhiali nei boulevard del centro. Oggi, in Icone, sono altro, sono forse se stessi.

 

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