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Critics

Contaminazioni - di Mauro Mondello

Contaminazione di stili per Luca Zampetti, artista che frantuma il concetto di metafisica classico in un contagio di influenze che superano gli stili ortodossi per andare a ricostruirsi in ogni angolo della quotidianità, che trovano, (specie nell’ultimo periodo, forse anche per una sorta di bisogno naturale di rapportarsi in ogni caso all’“adesso”, al “qui”, nei suoi lavori) nel fumetto, nel noir cinematografico, alcuni riferimenti pratici su cui fare perno.....

Certo è difficile catalogare una personalità artistica poliedrica quale quella di Zampetti, che ha la capacità di sperimentare suggestioni fra loro molto diverse, che hanno però un’impronta metafisica di sottofondo sempre costante.
La figure di Zampetti, in ognuno dei suoi passaggi artistici (e se ne contano almeno tre nel corso degli ultimi venticinque anni), mantengono sempre un minimo comun denominatore dato da un’astrazione che racconta, da un lirismo che in maniera analitica descrive i contesti, raccoglie le ansie, si circonda di dubbi rappresentati con forza da immagini che coinvolgono, che immediatamente invitano a ragionare dentro e fuori dalla razionalità.
E’ una capacità di evocazione singolare quella dell’artista di Tolentino, che pare voler trasmettere una voglia di abbandono del tempo, di questo tempo contemporaneo, un rifiuto delle convenzioni e dei ritmi, riflessioni che emergono con forza e che trovano rappresentazione anche nella scelta tecnica di Zampetti, una grafite, pastello ed encausto su carta intavolata che enfatizza il contrasto tra il messaggio artistico e la realtà circostante, fra i protagonisti delle tele e quanto gli sta intorno, alimentando una filosofia dello sguardo che volge verso l’onirico, che si fa volontariamente estrema e ridondante, creando un mondo parallelo, prigioniero di un’indifferente malinconia.

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